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Cena marchigiana

Nuova tappa della nostra Redazione nei luoghi del Tartufo.
Questa volta siamo stati all’Agriturismo Ca’Andreana nei paraggi di Urbino, sempre assieme a giornalisti ed esperti di enogastronomia.
Nel video qui sotto lo chef Mauro Ferrari ci illustra il menù della serata: ancora una volta la conferma che il tartufo richiede sapori delicati che ne esaltino tutte le qualità organolettiche.
Imperdibili i tortelli di zucca al burro e tartufo bianco pregiato.

Cena romagnola

Sabato scorso, sono stato a Bagno di Romagna per conto della Redazione Appennino (già, prima o poi dovremo presentarci…). Mi sono ritrovato a cena all’Agriturismo Pian D’Angelo con alcuni esperti di gastronomia e giornalisti che si occupano di turismo.
C’erano fra gli altri Claudio Zeni che coordinava la serata, Vittorio Cota di Radio Rai, Massimo Canevari di Repubblica, Renato Malaman de Il mattino di Padova e Tiziano Zubani di Brescia Oggi. La piacevole chiacchierata con i promotori de La Strada del Tartufo scandita da portate arricchite di Nero Pregiato (vedi foto qui sopra) ha toccato diversi argomenti caldi per chi vuole percorrere La Strada o visitarne qualche tratto:

  1. il tartufo in tutte le stagioni: solitamente siamo abituati a pensare che le stagioni del tartufo siano 2, ottobre/novembre e marzo/aprile. Niente di più sbagliato, la tartuficultura è attiva 12 mesi all’anno e ogni stagione regala il suo tipo di tartufo. Per cui ogni momento è buono per visitare l’Appennino Centrale sulla scia (è proprio il caso di dirlo!) del tartufo, anzi tornando in momenti diversi dell’anno si possono apprezzare diverse qualità del nostro tubero.
  2. la Strada del Tartufo è circolare: non ha capo nè coda, ma è un anello che unisce le 4 regioni interessate, ma di questo parleremo in un prossimo post, con tanto di cartina, così è più chiaro.
  3. Tartufo, ma non solo: oltre alla pregiata enogastronomia locale c’è tanto di arte, cultura, storia, e natura da (ri)scoprire. Paesaggi inaspettati e costellati di rocche, dimore storiche, gli antichi Municipia, gli scrigni dell’arte.
  4. l’Uomo: l’Appennino Centrale è uno degli ormai pochi luoghi in cui si incontra l’Uomo. La genuinità del cibo, deriva dalla genuinità delle persone che abitano queste zone, la loro profonda umanità, caratteristica rara che molte mete del turismo di massa non offrono più.

N.B.: se passate nei paraggi del Pian D’Angelo, non dimenticate di assaggiare gli antipasti e le strepitose tagliatelle al Nero pregiato che vedete qui sopra.