La storia del tartufo affonda le sue radici in epoche assai antiche.
Già nel 3000 a.C sembra che i Babilonesi fossero attratti da uno strano fungo sotterraneo, la Trafezia, molto simile per forma al tartufo bianco pregiato.
Anche i Greci nella loro cucina pregiata utilizzavano il tartufo (tydnon) la cui origine era attribuita al combinarsi delle piogge autunnali con il tuono; lo stesso avveniva presso i Romani (che lo chiamano tuber dal verbo tumere gonfiarsi) che ne furono ghiotti consumatori come testimoniano le parole di Plinio il Vecchio che, nella Naturalis Historia, scrive: <<… Massimo miracolo è la nascita e la vita di questo tubero che cresce isolato e circondato di sola terra..>>
La particolarità di questo fungo ipogeo che vive sotto terra senza apparenti radici, il suo profumo e le sue forme bizzarre, lo hanno circondato da un’aura di mistero rendendolo ancor più desiderabile e “divino”. La sua rarità fece si che già allora il suo prezzo fosse elevatissimo e la sua presenza sulla tavola era quindi indice di nobiltà e potenza. Si era certi del suo potere afrodisiaco e infatti era stato dedicato dai pagani a Venere.
Le prime ricette in cui compare il tartufo risalgono ad Apicio, famoso cuoco di Traiano, che, nel suo De Re Culinaria, ne canta le lodi, ricordando come Nerone l’avesse definito “cibo degli dei”.
Nel XIV e XV sec. il tartufo nero pregiato appare sulle mense dei signori francesi mentre, in Italia, inizia a diffondorsi il tartufo bianco.
Molti studiosi dal 1700 in poi diedero un importante contributo che tuttora risulta essere una preziosa testimonianza della presenza del “diamante della tavola”: nel 1780 il naturalista polacco Michel Jean Compte de Borch pubblicò il libro Lettres sur les truffles du Piemont, dedicato al tartufo bianco del Piemonte, descritto come il più profumato, aromatico e pregiato; nel 1776 Bernardo Vigo scriveva in latino il poema Tuber terrae in lode al tartufo e, nel 1831, Carlo Vittadini scrisse Monographia tuberacearum la quale segna la prima solida base per lo studio scientifico e moderno delle tuberacee. Nei primi del 900 lo studio si concentra sulla germinazione delle spore.
Il presente ce la raccontano le numerose fiere, le associazioni, le pubblicazioni, il web…tutto ci testimonia l’importanza e la pregiatezza del diamante della terra che vede estimatori in tutto il mondo.
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