Tartufomania

In libreria dal 2007 e in lizza tra i cinque finalisti per il Premio Bancarella della Cucina, Tartufomania è l’opera di Cetta Berardo che ci racconta il tartufo analizzandolo nelle sue diverse sfaccettaure.

Un percorso tra arte, letteratura, cinema e cucina che ha come protagonista il diamante della terra amato dai più ma anche detestato da chi non apprezza affatto questa prelibatezza della terra.

La scrittrice offre interessanti spunti per guardare al tartufo oltre la sua primaria veste culinaria; esplicativi a questo proposito sono i titoli dei capitoli del libro: Tartufi di penna, Archeologia del tartufo: Grecia e dintorni… Da non perdersi infine le gustosissime ricette di ieri e di oggi.

A voi il piacere della lettura…se vi è capitato sotto mano il libro ci piacerebbe sapere cosa vi è sembrato! Ci piacerebbe anche venire a conoscenza di altri titoli per poter approfondire la nostra conoscenza sul tartufo!

Tartufo tutto l’anno…anche d’estate!

L’appuntamento quest’anno è dal 20 al 22 giugno con la 20° edizione della festa del tartufo nero estivo di Campoli Appennino.

La Festa del Tartufo Nero Pregiato rappresenta una ghiotta occasione per assaporare i piatti della cucina locale, ovviamente preparati a base del pregiato tubero. La sagra, poi, viene arricchita da altri eventi , come la gara per la ricerca del tartufo più grande ed una dimostrazione sulla ricerca del tartufo con i cani, canti e balli e il 1° raduno Ferrari .
Stand enogastronomici per la degustazione e la vendita dei tartufi in piazza e un percorso tra arte, artigianato e prodotti tipici per i vicoli del centro storico faranno da cornice alla manifestazione.

Il Comune di Campoli Appennino fa parte dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo, la cui finalità è valorizzare il tartufo italiano delle specie riconosciute per legge, valorizzare e salvaguardare il territorio e l’ambiente delle zone tartufigene, coordinare le singole manifestazioni promozionali e tecniche dedicate al tartufo e favorire la pubblicizzazione e la conoscenza delle zone italiane produttrici di tartufo con la divulgazione di carte turistiche, guide e sussidi didattici.

Tartufi al mare!

Strano ma vero: anche al mare crescono i tartufi. Un evento eccezionale, visto l’habitat, si è verificato  in un giardino di Rapallo, praticamente in riva al mare.

Sotto un pino del loro giardino, all’hotel Canali, Giacomo Giardina e Luisa Chiaudano hanno trovato un chilo di tartufi, l’oro del sottobosco sollucchero dei buongustai, preda agognata dei gastronomi.
Luisa voleva sistemare un po’ di verdure e qualche “gusto” (gli aromi della cucina ligure), in quel pezzo di terra là dietro l’albergo e, scavando, è saltato fuori un sassolino scuro: lo ha riconosciuto subito, un tartufo nero. E lì vicino, in un metro per due di terreno, ne sono saltati fuori molti altri.

Del tubero indubbiamente esistono svariate qualità, più o meno pregiate e più o meno costose…non sarà che i due albergatori ne abbiano scoperta un’altra? Il Tartufo Nero di Rapallo, pregiatissimo e introvabile!

Il nostro piccolo museo del tartufo

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Inizia nel 2002 l’esperienza dell’azienda Tartufi Bianconi con il ritrovamento, per puro caso, di una pagina in lingua tedesca di un erbario del Mattioli del 1500.
  Da allora l’azienda ricerca ogni tipo di materiale che può raccontare il misterioso mondo del tartufo: “Il nostro piccolo museo del Tartufo”, così è chiamata la raccolta di oggetti legati al diamante della terra. Questo “museo” è visitabile gratuitamente su prenotazione. Chi volesse conoscere più da vicino questo preziosissimo frutto della terra, può contattare direttamente l’azienda Bianconi.

Il tartufo entra in aula

Sabato 29 marzo, nell’ambito della 21° edizione de “Il mese dell’albero in festa”, verrà allestito un laboratorio dal titolo “Il Tartufo entra in aula”  all’interno della Sagra del tartufo in collaborazione con l’Associazione ARCI Tartufo e coinvolgerà alcune classi della scuola secondaria di 1° grado Mario Montanari di Ravenna per approfondire le informazioni sul pregiato tubero e affrontarne la ricerca all’interno della pineta.

Se partecipi, raccontaci la tua esperienza!

Le antichissime origini del “diamante della terra”

La storia del tartufo affonda le sue radici in epoche assai antiche.
Già nel 3000 a.C sembra che i Babilonesi fossero attratti da uno strano fungo sotterraneo, la Trafezia, molto simile per forma al tartufo bianco pregiato.

Anche i Greci nella loro cucina pregiata utilizzavano il tartufo (tydnon) la cui origine era attribuita al combinarsi delle piogge autunnali con il tuono; lo stesso avveniva presso i Romani (che lo chiamano tuber dal verbo tumere gonfiarsi) che ne furono ghiotti consumatori come testimoniano le parole di  Plinio il Vecchio che, nella Naturalis Historia, scrive: <<… Massimo miracolo è la nascita e la vita di questo tubero che cresce isolato e circondato di sola terra..>>

La particolarità di questo fungo ipogeo che vive sotto terra senza apparenti radici, il suo profumo e le sue forme bizzarre, lo hanno circondato da un’aura di mistero rendendolo ancor più desiderabile e “divino”. La sua rarità fece si che già allora il suo prezzo fosse elevatissimo e la sua presenza sulla tavola era quindi indice di nobiltà e potenza. Si era certi del suo potere afrodisiaco e infatti era stato dedicato dai pagani a Venere.

Le prime ricette in cui compare il tartufo risalgono ad Apicio, famoso cuoco di Traiano, che, nel suo De Re Culinaria, ne canta le lodi, ricordando come Nerone l’avesse definito “cibo degli dei”.

Nel XIV e XV sec. il tartufo nero pregiato appare sulle mense dei signori francesi mentre, in Italia, inizia a diffondorsi il tartufo bianco.

Molti studiosi dal 1700 in poi diedero un importante contributo che tuttora risulta essere una preziosa testimonianza della presenza del “diamante della tavola”: nel 1780 il naturalista polacco Michel Jean Compte de Borch pubblicò il libro Lettres sur les truffles du Piemont, dedicato al tartufo bianco del Piemonte, descritto come il più profumato, aromatico e pregiato; nel 1776 Bernardo Vigo scriveva in latino il poema Tuber terrae in lode al tartufo e, nel 1831, Carlo Vittadini scrisse Monographia tuberacearum la quale segna la prima solida base per lo studio scientifico e moderno delle tuberacee. Nei primi del 900 lo studio si concentra sulla germinazione delle spore.

Il presente ce la raccontano le numerose fiere, le associazioni, le pubblicazioni, il web…tutto ci testimonia l’importanza e la pregiatezza del diamante della terra che vede estimatori in tutto il mondo.

Tartufo e animali per la sua ricerca

Il Nero e il Bianco in cucina

Se per la scienza botanica le differenze fra il bianco e il nero sono minime,

Tartufo bianco pregiato - Tuber magnatum Pico
Tartufo nero pregiato - Tuber melanosporum Vittad.

“in cucina - come ci spiega Truffel.com - le due specie vengono nettamente distinte secondo un principio essenziale: il tartufo nero va consumato in quantità, quello bianco in pratica è un aromatizzante che trasmette ai cibi soprattutto un profumo, e va quindi impiegato in dosi minime.
Ma seppur il Bianco sia da sempre considerato il più ricercato (e costoso) nel suo genere, non mancano i fedeli appassionati del melanosporum.

Un’altra importante differenza gastronomica risiede, inoltre, nella cottura: mentre il nero si consuma cotto, il bianco viene usato quasi esclusivamente crudo, affettandolo con l’apposito tagliatartufi direttamente sulla vivanda.

Ma voi quale ‘colore’ preferite?
Ecco alcune invitanti ricette che abbiamo scovato in rete per aiutarvi nella vostra scelta.

Avete altri ‘gustosi’ consigli?

Il nero pregiato fa tappa a Norcia

L’ultimo week-end di febbraio e il primo week-end di marzo per tutti i fedeli del tartufo nero pregiato la città umbra di Norcia si trasforma in una tavola imbandita di gusto e genuità con la 45° edizione del Mostra Mercato del tartufo Nero Pregiato di Norcia e dei prodotti tipici.

Un articolato programma di eventi e appuntamenti che tra montagne di salsicce e di insaccati, assaggi di formaggi tipici e soprattutto degustazioni di tartufo nero pregiato, accompagnerà i visitatori in un viaggio immerso nei sapori ghiotti e pregiati della Valnerina.

Un appuntamento da non perdere rivolto a tutti i “buongustai, gli eno-gastrovagabondi, gli amanti del prosciutto, dei salami, del capocollo, delle ricotte, dei formaggi freschi o stagionati, ma soprattutto del Tartufo nero”.

Il “Re della Tavola” vi aspetta a Norcia il 22-23-24 Febbraio, 29 Febbraio e 1-2 Marzo 2008.

Dicono di noi

Week end con il tartufo, nell’Appennino centrale
Nr. 29 del 10 Dicembre 2007

Il “Weekend con il Tartufo” passa da Bagno di Romagna
Corriere Romagna, 16 Novembre 2007

Il prezioso Tartufo promuove anche l’Appennino centrale

Eat Parade
Segnalazione nella puntata del 25 Novembre 2007

Ripercorrere la Strada dell’Appennino